«Forse violes me un pomeriggio …» / Gocho Versolari, poeta

 

Nel mio orecchio dici:
Di essere due estranei
saresti attratto da me
e forse violes me un pomeriggio
al ritorno a casa mia …
Poi tu mi porti all’albero dimenticato,
all’angolo coperto di foglie secche
nel luogo in cui il sole diventa magro
e sporca la luna
il fango del silenzio.
Descrivi i miei gesti
le mie minacce:
come io ti spogliai
e ti lancerei minacciandoti di morte
mentre gli alberi sul viale
agiterebbero tazze, linfa;
soli nascosti e silenzi .
Quel lieve sudore ambra
che è concentrato sulla punta del naso.
Quel tremore della tua mano destra;
i tuoi capezzoli eretti sotto la camicetta:
ti ecciti
quando descrivi la tua fantasia.
Mi guardo intorno: il pomeriggio
si concentra in un punto distante. solitudine
è una laguna trasparente. Ti prendo per il collo
mi chiedi cosa faccio
e la tua ultima parola è un gemiti di piacere.
A volte la lotta
è il modo migliore per scalpellare gli orgasmi.
Mentre apro le tue gambe
li vedo battere nell’interlinea del cielo.
Io devasta solo il tuo corpo
per arrivare al botto luminoso
che inonderà stelle lontane,
lagune cosmiche
mentre parlo sporco nel tuo orecchio
e c’è un punto d’ebollizione da qualche parte
nel pomeriggio d’autunno.
Abbiamo finito per ansimare. cielo
Ci guarda incuriositi mentre si ritira
con discreto gesto.
ti avvicini a me.
Mi tocchi una ciocca di capelli dalla fronte
Mi baci dolcemente sulle labbra ..
In lontananza
gli orgasmi sono racchiusi in una nuvola
aspettando la nostra tenerezza,
la nostra barbarie;
forse una morte simulata
e in ogni caso
un’altra scultura d’amore
su le strade.

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GOCHO VERSOLARI

Comenta. Comenta. Son importantes tanto las caricias como las bofetadas.

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